Jeff.

Jeff aprì la porta con una spallata, ma le persone all’interno non sembrarono curarsene.

Mentre avanzava zoppicando verso il bancone del bar, lasciava dietro di se una piccola scia formata da qualche goccia di sangue. Si sedette di peso su di uno sgabello libero e chiamó a se il barista: “un whiskey, per favore” e poggiò sul tavolo qualche dollaro. Un altro ospite seduto di fianco a lui si accorse della ferita e si voltò a guardarlo sorpreso: “tutto bene amico?”; il whiskey arrivó puntuale sul bancone scivolando per qualche centimetro.

“Ho solo avuto una brutta giornata.” rispose Jeff iniziando a sorseggiare dal bicchiere. L’altro inizió a fissare le piccole gocce che si stavano lentamente accumulando sul pavimento. “Problemi con una donna?” chiese il tizio: Jeff si voltó a guardarlo con sguardo stanco “dobbiamo proprio parlarne?”. L’altro sorseggiò dalla sua pinta di birra, facendo cenno al barista di fare un altro giro “dipende: la decisione è tua, amico”.

Jeff si scolò il whiskey e anche lui fece lo stesso cenno al barista, portandosi la mano in tasca ed estraendo altri dollari: “Fammi indovinare, se decido di non parlarne inizi a tartassarmi di domande?”

“Ho detto che la decisione è tua” rispose sincero l’altro. Jeff ci pensò su qualche attimo mentre assaporava il liquore e, dopo essersi leccato le labbra, inizió: “Non ho avuto problemi con una donna qualsiasi, ma con una in particolare.”

Iniziò a parlare di Zoe, raccontò di come si erano conosciuti per sbaglio in un locale sulla 35esima quando lui, ubriaco, le versò addosso la sua birra. Raccontò di come i primi appuntamenti fossero andati decentemente, di certo non da favola. Raccontò di come i primi anni fossero stati pieni di incomprensioni e di errori, pensieri e decisioni sbagliate, di come le cose sembrassero sfuggirgli di mano senza una soluzione concreta. Raccontò di quanto fosse preoccupato.

L’uomo lo stava ascoltando interessato, non aprì bocca neanche un istante e lasciò che Jeff si sfogasse e tirasse fuori tutto quel che aveva dentro senza interruzioni. Quando Jeff finì di parlare rimase assorto nei suoi pensieri, sorseggiando il whiskey e fissando un imperfezione nella venatura del bancone che lo infastidiva. Le gocce di sangue continuavano a colare dai vestiti di Jeff, formando ormai una chiazza ai piedi dello sgabello.

L’altro bevve dal suo bicchiere e gli rispose: “Vedi amico, distinguere il giusto e lo sbagliato in un rapporto di coppia è quasi impossibile; i vostri comportamenti, che lo vogliate o no, influenzano continuamente l’andamento della vostra storia. Per quanto assurdo possa sembrare le cose continueranno ad andare male finché non deciderete di cambiare: tutti e due.” Jeff stava continuando a fissare quella venatura fastidiosa che si faceva strada per tutto il bancone, distorcendo le fibre e creando disegni talvolta orribili, talvolta stupendi.

L’uomo si accorse dello sguardo fisso di Jeff e intervenne: “il vostro rapporto assomiglia a quella venatura che stai fissando, per quanto possa contorcersi parte dall’inizio del bancone e arriva fin dall’altro lato, senza mai interrompersi. Ci sono momenti belli, momenti di merda e momenti di apparente stabilità, non guardare nel dettaglio ogni singolo frammento di vita: guardalo da lontano, su larga scala. Se questo bancone non avesse quella venatura sarebbe solamente un pezzo di legno qualunque, preciso e perfetto, ma sarebbe anonimo. Quella venatura dà originalità, dà movimento. La prossima volta che sei in difficoltà per qualcosa in particolare, allontanati dal problema: guardalo da lontano. Vedrai come quel momento non vale niente in confronto a quello che hai già vissuto e quello che devi ancora vivere.”

Si poteva sentire il macchinare del cervello di Jeff che stava effettivamente capendo quelle parole, anche se non consciamente. Avrebbe avuto bisogno di tempo per pensare, per sentirle nel modo giusto ed apprezzarle. Si alzò di scatto e si avvicinò all’uomo seduto vicino a lui, abbracciandolo senza apparente motivo. “Grazie, amico.”

L’uomo rimase di stucco e con il bicchiere a mezz’aria, mai avrebbe pensato ad una reazione del genere, ma si lasciò sfuggire un sorriso di compiacimento. Jeff lasciò i suoi dollari sul bancone e si allontanò verso la porta, la aprì ed uscì nella notte: quando l’uomo si voltò a seguirlo con lo sguardo, si accorse di come Jeff avesse smesso di sanguinare.

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